| La storia dei santi nel linguaggio dei giovani. |
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Un libro dedicato ai bambini con immagini ispirate ai disegni giapponesi "manga" Si tiene oggi, venerdì 23 aprile, presso il Museo diocesano di Genova, la presentazione di un libro dedicato ai bambini, dal titolo "Che santo è?", che intende far conoscere - attraverso il linguaggio dei cartoni animati e dei disegni giapponesi "manga" - la storia dei santi. La redazione delle schede con i testi è stata realizzata con l'aiuto di studiosi, coinvolgendo i superiori dei vari ordini religiosi. Il progetto non intende - viene spiegato - banalizzare l'immagine dei santi e la loro trasposizione iconografica; ma piuttosto, avvalendosi di esperti, approfondire i dati della tradizione e gli attributi dell'iconografia, traducendoli in un linguaggio nuovo e facilmente comprensibile. Di seguito pubblichiamo la presentazione al volume del vescovo di Brescia, vice presidente della Conferenza episcopale italiana. di Luciano Monari
La novità del linguaggio può stupire e può anche suscitare un rifiuto istintivo: si può descrivere l'esperienza tragica del martirio con un tratto che vive di leggerezza? E la serietà della vita? E la decisione di un impegno che costa sangue? L'interrogativo è lecito e un eventuale rifiuto è del tutto comprensibile. Però, forse vale la pena cogliere il messaggio che queste immagini ci trasmettono. Anzitutto l'idea che la santità è attuale e giovane, che non appartiene a un'epoca passata ma che veste anche i jeans e le shirts. E di questo messaggio abbiamo un bisogno immenso. A molti la santità appare da trascurare semplicemente perché fuori tempo, estranea al vissuto di chi usa il telefonino e viaggia su internet. E invece, la santità è dimensione essenziale della persona umana stessa. Si trova in Camus, e sulla bocca di un ateo, l'affermazione paradossale che la santità è l'unica meta per la quale vale la pena vivere. Detto in altri termini, la vita dell'uomo ha un senso solo se egli può trasformarla in giustizia, amore, fedeltà, sincerità e in santità. Grazie agli autori, dunque, che dicono ai giovani: "La santità è per noi, per voi; anche tu devi confrontarti con i santi". Il secondo messaggio riguarda la vita cristiana che a molti appare rigida, "seriosa", come se Ho parlato di rigore, e non per nulla. Gli autori di questo libro hanno studiato le vite dei santi (le notizie biografiche che accompagnano le immagini ne sono una piccola testimonianza) e hanno esaminato le diverse rappresentazioni agiografiche. I santi hanno il loro simbolismo e a questo simbolismo i nostri autori sono rimasti fedeli. Si potrebbe dire che in queste icone moderne non c'è nulla di casuale: ogni figura, ogni particolare, hanno il loro significato e vogliono trasmettere una memoria precisa. Anche questo è un buon segno: il linguaggio nuovo assume la tradizione antica, non la rifiuta né la dimentica, ma la trascrive, come in ogni buona traduzione. Sarà l'esperienza a dire il valore di queste immagini. Saranno i giovani a dire se vi si trovano o se vi trovano un itinerario per accedere al mistero vero del cuore umano, della fede. Noi, più anziani, guardiamo con attenzione e simpatia e facciamo il tifo per i giovani, col desiderio che diventino migliori di noi, che manifestino meglio la bellezza di Dio sul volto dell'uomo. (©L'Osservatore Romano - 24 aprile 2010) |



Questo libro è nato dalla passione e dal rigore. Gli autori hanno trovato nella vita dei santi uno stimolo e un insegnamento prezioso per la loro vita e hanno pensato che potesse essere utile aiutare anche altri a condividere la loro medesima esperienza. Per questo si sono sottoposti a un lavoro paziente di ricerca per comprendere meglio questi personaggi affascinanti del passato, per cogliere lo spirito che li ha spinti a scelte controcorrente. Hanno esaminato l'iconografia dei santi così ricca e varia e hanno tentato di raccontare queste persone. Lo hanno fatto con la loro lingua spigliata, moderna, vivace, la lingua dei fumetti alla quale i giovani d'oggi sono abituati e ne è venuto fuori il volume che presentiamo.
un cristiano dovesse vivere sempre con i muscoli della volontà tirati per opporsi ai movimenti istintivi dell'animo. In realtà c'è anche una tradizione della santità gioiosa come quella di san Tommaso Moro o di san Filippo Neri, che proprio per questo sono tra i santi più amati. È vero che la santità richiede attenzione, coerenza, rigore. Ma questi atteggiamenti non nascono più facilmente in chi vive coi nervi tesi, ma in chi è interiormente sciolto, in chi vive in una convinzione profonda e serena e in chi non prende troppo sul serio e sa invece guardare con desiderio a Dio e alla ricchezza della sua grazia. Sarebbe un messaggio pericoloso quello che trasmettesse l'idea che la santità è facile; ma sarebbe ugualmente sbagliato quello che dicesse che la santità è "tirata". Il termine grazia dice il dono gratuito di Dio, ma dice anche, e non per caso, un modo di presentarsi gradevole, attraente, che fa sentire a proprio agio chi desidera il bene.