| III Concorso di poesia religiosa "Premio Embrice" - Sant'Arsenio (Sa) |
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di Vincenzo Pietropinto ![]() In una cornice semplice ma rigorosa (la chiesa dell’Annunziata di Sant’Arsenio), si è svolta la premiazione del 3 Concorso di poesia religiosa patrocinata dal comune di Sant’Arsenio, dal Movimento laicale Ave Gratia Plena, presidente Rosa Esposito, dal Centro Culturale Studi Storici “Il Saggio” di Eboli, presidente Peppe Barra, dalla Parrocchia Santa Maria Maggiore e dalla Banca di Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno e di Laurino, Direttore Generale Michele Albanese. La tematica particolare e specialistica ha visto la partecipazione di numerosi concorrenti, solo dieci sono arrivati in finale, in più due premi speciali. I primi tre classificati sono stati: Terzo posto Marisa Provenzano con la poesia “Ci fosse almeno il sole a scaldare il dolore!” con 203 punti. Secondo posto Maria Luisa Nicodema con la poesia “In cerca dell’eterno” con 234. Primo posto fr. Angelo Tricomi con la poesia “Il gemito della Madre” con 238 punti. Gli autori hanno brevemente commentato la loro poesia il perché della loro creazione e la motivazione. Il vincitore, manco a dirlo, è stato fedele fino in fondo alla tematica del concorso, fr. Angelo Tricomi. Siciliano ma residente a Salerno presso la comunità dei Cappuccini. Assente perché in visita presso l’anziana madre. È stato sostituito nel commento e nell’intervista dal prof. Vincenzo Pietropinto, che ha letto, o meglio, declamato “Il gemito della Madre” poesia vincente, testo poetico ma anche teatrale. Conoscendo il frate, il professore ha spiegato le difficoltà a cui fr. Angelo è andato incontro per la stesura del testo, peraltro ben costruito. Interpretare una situazione al femminile, e non essendo gratificato neanche dalla paternità, ha avuto notevoli sentimenti di difficoltà nello scrivere la poesia; la stessa è stata declamata dal professore Pietropinto in quanto tale fu rappresentata a Salerno come testo accompagnante l’esibizione di un’orchestra Ucraina che eseguì lo Stabat Mater di Pergolesi. Toccante e profondo il testo, vibrante e commovente la declamazione. Attenta, silenziosa ma partecipe l’attenzione del pubblico presente con evidente stato di stupore religioso. AD MAIORA SEMPER A FRATE ANGELO
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1 Dal grembo alla croce la Madre stava, Piange Maria per l’orrida sciagura, 2 Giovane Madre, a Betlemme gioiosa, Mira il volto madido del Figlio chino, 3 Il frutto dell’amore pende dalla croce, Un grido straziante dal patibolo si udì, 4 “Salva te stesso” l’insultano i passanti, Le tenebre scesero, il cielo oscurò, 5 Il corpo senza vita dalla croce è schiodato, Piegasti le ginocchia per la grande umiliazione 6 Oh Madre! Tremendo desiderio in cuore serbi, Carezzi il viso esangue, segnato dalla morte, 7 Il mondo ode l’amaro pianto, Il figlio è avvolto nel sudario, 8 Oh Maria Vergine, dal cuore contristato, Tu soffri mortalmente, al pari di Dio Padre 9 O Vergine Maria, Madre della tenerezza, Ascolta la preghiera di noi miseri mortali
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